Legge 85/2023: dall’Assegno di inclusione alle nuove opportunità di lavoro
Un nuovo equilibrio tra sostegno economico e partecipazione al lavoro
La Legge 3 luglio 2023, n. 85, di conversione del Decreto-Legge 48/2023, ha introdotto un insieme di misure dedicate all’inclusione sociale e all’accesso al mercato del lavoro. Tra le più rilevanti figurano l’Assegno di inclusione (ADI), il Supporto per la formazione e il lavoro (SFL) e specifici incentivi destinati ai datori di lavoro.
Il provvedimento si inserisce in un quadro più ampio di politiche attive, nel quale il sostegno economico è accompagnato, quando previsto, da percorsi personalizzati di formazione, orientamento e inserimento professionale.
Per le persone con disabilità e per le imprese, il punto centrale è comprendere come queste misure si coordinino con il sistema del collocamento mirato previsto dalla Legge 68/1999, senza confondere strumenti assistenziali, incentivi occupazionali e obblighi di assunzione.
Assegno di inclusione: cos’è e a chi si rivolge
L’Assegno di inclusione è una misura nazionale di contrasto alla povertà, alla fragilità e all’esclusione sociale, attiva dal 1° gennaio 2024. È destinata ai nuclei familiari che soddisfano i requisiti economici e amministrativi previsti e nei quali sia presente almeno un componente minorenne, con disabilità, di età pari o superiore a 60 anni oppure in condizione di svantaggio e inserito in un programma di cura e assistenza dei servizi sociosanitari territoriali.
Il beneficio non coincide con una prestazione individuale riconosciuta automaticamente a ogni persona con disabilità: è una misura riferita al nucleo familiare, il cui accesso dipende dall’insieme dei requisiti stabiliti dalla normativa.
L’importo viene determinato sulla base della situazione economica e della composizione del nucleo. Le soglie e le modalità di calcolo sono state modificate dopo il 2023; per questo, gli importi originariamente previsti dalla Legge 85/2023 non devono essere presentati come valori attuali.
Per approfondire il funzionamento della misura è possibile consultare l’articolo di EqualityMag dedicato all’Assegno di inclusione e alle disposizioni per i primi pagamenti.
Supporto per la formazione e il lavoro: una misura distinta
Accanto all’ADI, la Legge 85/2023 ha istituito il Supporto per la formazione e il lavoro, attivo dal 1° settembre 2023.
Il SFL è rivolto alle persone che possiedono i requisiti previsti e partecipano a percorsi di formazione, qualificazione, riqualificazione, orientamento e accompagnamento al lavoro. Non rappresenta quindi una semplice alternativa economica all’Assegno di inclusione, ma uno strumento costruito intorno all’attivazione professionale.
Anche questa misura è stata modificata negli anni successivi, in particolare per quanto riguarda soglie economiche, importi e durata. Le condizioni applicabili devono pertanto essere verificate sulla disciplina vigente al momento della domanda.
Sostegno al reddito e occupabilità non sono la stessa cosa
ADI e SFL rispondono a esigenze differenti. Il primo considera la condizione economica e sociale del nucleo familiare; il secondo valorizza il percorso individuale di attivazione.
Questa distinzione è particolarmente importante nell’ambito della disabilità: la presenza di una condizione di disabilità non determina automaticamente l’impossibilità di lavorare, così come l’accesso a una misura di sostegno non coincide necessariamente con l’esclusione dalle politiche attive.
Gli incentivi alle assunzioni previsti dalla Legge 85/2023
La normativa ha introdotto specifiche agevolazioni contributive per i datori di lavoro che assumono beneficiari dell’Assegno di inclusione, secondo le condizioni previste dall’articolo 10 del Decreto-Legge 48/2023.
Nella disciplina originaria, l’incentivo è stato configurato in misura differente a seconda della tipologia contrattuale: esonero fino al 100% dei contributi previdenziali a carico del datore di lavoro per determinate assunzioni a tempo indeterminato, entro il limite annuo previsto, ed esonero del 50% per specifiche assunzioni a tempo determinato o stagionale.
L’accesso all’agevolazione richiede il rispetto delle condizioni normative e delle procedure applicative, comprese quelle relative al sistema informativo SIISL. Prima di programmare un’assunzione è quindi necessario verificare la disciplina vigente, la disponibilità dell’incentivo e le istruzioni operative dell’INPS.
Incentivi ADI e Legge 68/1999: attenzione a non sovrapporre i due sistemi
Un aspetto spesso trascurato riguarda il rapporto tra gli incentivi collegati all’Assegno di inclusione e quelli previsti per l’assunzione di persone con disabilità.
Non si tratta dello stesso incentivo. Le agevolazioni della Legge 85/2023 sono collegate ai presupposti specifici della misura ADI, mentre gli incentivi della Legge 68/1999 seguono una disciplina autonoma, legata alle condizioni previste per l’assunzione di lavoratori con disabilità.
Per le aziende, la valutazione deve quindi partire dal corretto inquadramento della persona e della tipologia di assunzione, verificando successivamente eventuali possibilità di cumulo nei limiti consentiti dalla normativa.
Sul tema è utile approfondire anche la Circolare INPS 99/2016 e gli incentivi per l’assunzione delle persone con disabilità.
Il ruolo degli enti del Terzo Settore
La Legge 85/2023 riconosce un ruolo anche agli enti del Terzo Settore coinvolti nei percorsi di intermediazione e inserimento lavorativo.
La disciplina prevede, in determinate condizioni, contributi collegati all’attività di mediazione che conduce all’assunzione di beneficiari dell’ADI. Il meccanismo valorizza il contributo degli intermediari nel favorire l’incontro tra domanda e offerta di lavoro, soprattutto nei percorsi che richiedono un accompagnamento più strutturato.
Per il settore dell’inclusione lavorativa, questo rappresenta un elemento significativo: la qualità dell’inserimento non dipende soltanto dall’incentivo economico, ma anche dalla capacità di costruire un matching sostenibile tra competenze, mansioni e contesto organizzativo.
Un ulteriore intervento: il fondo per i giovani con disabilità
Tra le disposizioni della Legge 85/2023 figura anche l’articolo 28, che ha istituito un fondo destinato a sostenere l’occupazione di giovani con disabilità presso determinati enti del Terzo Settore e organizzazioni individuate dalla normativa.
Si tratta di una misura distinta dagli incentivi ADI e dagli incentivi ordinari della Legge 68/1999. Per comprenderne finalità e destinatari è possibile consultare l’approfondimento di EqualityMag sul fondo della Legge 85/2023 per i giovani appartenenti alle categorie protette.
Dall’incentivo all’inserimento sostenibile
Per le imprese, il valore delle misure introdotte dalla Legge 85/2023 non si esaurisce nella riduzione del costo contributivo.
Un inserimento efficace richiede una valutazione coerente delle competenze, delle mansioni e delle condizioni organizzative. Quando necessario, gli accomodamenti ragionevoli possono contribuire a rendere la prestazione lavorativa accessibile e sostenibile nel tempo.
In questa prospettiva, gli incentivi rappresentano uno strumento di accompagnamento, non il fine dell’inclusione. La loro efficacia dipende dalla capacità di tradurre l’opportunità economica in un rapporto di lavoro stabile, qualificato e coerente con le esigenze della persona e dell’organizzazione.
Cosa devono considerare oggi le aziende
La Legge 85/2023 ha contribuito a ridefinire il rapporto tra sostegno al reddito, politiche attive e accesso al lavoro. Tuttavia, il quadro applicativo è stato modificato da interventi successivi e non può essere letto esclusivamente attraverso le disposizioni originarie del 2023.
Per le aziende è quindi essenziale distinguere requisiti del beneficiario, condizioni dell’incentivo e obblighi previsti dalla Legge 68/1999, verificando la normativa vigente prima di procedere con l’assunzione.
L’obiettivo resta quello di favorire percorsi di inclusione capaci di coniugare tutela sociale, valorizzazione delle competenze e partecipazione effettiva al mercato del lavoro.
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