Legge 118/1971: l'invalidità civile
Cosa dice la Legge 118/71
La Legge 118 del 1971 per l'invalidità civile, approvata dal Parlamento dopo il Decreto legge n. 5 del 30 gennaio 1971, è uno strumento legislativo finalizzato alla tutela e all'assistenza delle persone con disabilità in Italia. La normativa ha infatti l'obiettivo di garantire a coloro che presentano qualche forma di invalidità il riconoscimento di specifici diritti e l'accesso a specifiche forme di sostegno e agevolazioni.
Nel dettaglio la Legge 118/71 individua come invalidi civili “i cittadini affetti da minorazioni congenite o acquisite, anche a carattere progressivo, compresi gli irregolari psichici per oligofrenie di carattere organico o dismetabolico, insufficienze mentali derivanti da difetti sensoriali e funzionali che abbiano subito una riduzione permanente della capacità lavorativa non inferiore a un terzo o, se minori di anni 18, che abbiano difficoltà persistenti a svolgere i compiti e le funzioni proprie della loro età".
Nel corso degli anni, la Legge 118 ha subito diverse modifiche e aggiornamenti al fine di adeguarsi alle nuove esigenze e alle evoluzioni della società. In particolare, per i soggetti in età lavorativa è stata introdotta una specifica percentuale di invalidità rilevante ai fini dell’accesso alle liste del collocamento mirato, in conformità con quanto previsto dalla Legge 12 marzo 1999, n. 68.
Le modalità di valutazione dell’invalidità civile, della cecità civile e della sordità civile sono disciplinate dal Decreto ministeriale 5 febbraio 1992, che stabilisce le tabelle delle percentuali di invalidità, tuttora utilizzate come riferimento medico-legale, pur in un contesto normativo in progressiva evoluzione.
Come ottenere il riconoscimento dell’invalidità civile e che tipo di agevolazioni sono previste
L'invalidità civile può comportare l'accesso a diversi tipi di assegni, ognuno dei quali mira a fornire un sostegno finanziario adeguato alle persone che ne hanno diritto. Tra i principali assegni previsti per l'invalidità civile troviamo:
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l’assegno mensile (all’art. 3);
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la pensione di inabilità (all’art. 12);
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l'assegno mensile di accompagnamento (all’art. 17);
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le prestazioni assistenziali sostitutive della pensione sociale, oggi ricondotte all’assegno sociale (all’art. 19)
Ogni tipologia di assegno è destinata a coprire specifiche necessità e richiede procedure, documenti e tempistiche diverse per poter essere ottenuta.
Per richiedere il riconoscimento dell'invalidità civile, è necessario presentare una domanda alla commissione medica competente dell'ASL di residenza, che si occupa di valutare l'invalidità. La possibilità di presentare la richiesta è estesa ai cittadini italiani, ai cittadini dei Paesi dell'Unione Europea regolarmente residenti sul territorio e ai cittadini extracomunitari in possesso di un permesso di soggiorno.
Una volta verificata l'ammissibilità della domanda, l'interessato viene convocato davanti alla commissione medica per l'accertamento dell'invalidità. Durante la visita, l'interessato dovrà fornire tutta la documentazione clinica necessaria per dimostrare la propria invalidità e la sua causa. Al termine della visita medica, la commissione redige un verbale che riporta le invalidità riscontrate e il loro grado, il quale successivamente viene convalidato dalla commissione medica di verifica presso l'INPS (Istituto Nazionale della Previdenza Sociale) situata nel capoluogo di provincia di riferimento. Una volta ottenuta la convalida, il verbale diventa efficace e produce i relativi effetti previsti dalla legge.
Riduzione delle barriere architettoniche secondo la Legge 118/71
Un aspetto importante della tutela delle persone con disabilità riguarda la rimozione delle barriere architettoniche che possono limitare l'accesso e la partecipazione al mondo del lavoro e non solo. La Legge 118 del 1971 prevede obblighi specifici volti a favorire l'inclusione fisica delle persone con disabilità. Tra queste nello specifico troviamo:
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i nuovi edifici pubblici o aperti al pubblico siano realizzati nel rispetto delle norme sull’abbattimento delle barriere architettoniche;
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le istituzioni scolastiche, prescolastiche e di interesse sociale devono conformarsi alle norme sulle barriere architettoniche;
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i servizi di trasporto pubblico, inclusi i tram e le metropolitane, devono essere accessibili ai disabili non deambulanti;
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l'accesso ai disabili non può essere vietato in nessun luogo pubblico o aperto al pubblico;
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nei luoghi di pubbliche manifestazioni o spettacoli, sia quelli attuali che quelli futuri, deve essere previsto uno spazio riservato per i disabili in carrozzina;
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gli alloggi al piano terra degli edifici dell'edilizia economica e popolare devono essere assegnati prioritariamente ai disabili con difficoltà di deambulazione, previa richiesta.
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