Avviamento numerico e Legge 68/1999: come funziona l’inserimento delle categorie protette
Uno degli strumenti del collocamento mirato
La Legge 68/1999 ha introdotto il collocamento mirato come modello di riferimento per favorire l'inserimento lavorativo delle persone appartenenti alle categorie protette.
All'interno di questo sistema, l'avviamento numerico rappresenta una delle modalità attraverso cui i servizi competenti possono procedere all'inserimento dei lavoratori presso i datori di lavoro soggetti agli obblighi occupazionali.
Sebbene oggi venga utilizzato meno frequentemente rispetto all'avviamento nominativo, continua a costituire uno strumento previsto dalla normativa e applicato in specifiche circostanze.
Cos'è l'avviamento numerico
L'avviamento numerico consiste nell'assegnazione dei lavoratori iscritti negli elenchi del collocamento mirato secondo l'ordine definito dagli uffici competenti, tenendo conto dei criteri previsti dalla normativa regionale e delle caratteristiche professionali richieste.
Diversamente dall'avviamento nominativo, il datore di lavoro non individua direttamente il candidato da assumere, ma riceve la proposta di avviamento elaborata dal servizio competente.
L'avviamento numerico non è una selezione casuale: gli uffici valutano la compatibilità tra competenze, mansioni disponibili e caratteristiche del lavoratore, nel rispetto dei principi del collocamento mirato.
Quando si applica
L'avviamento numerico può essere utilizzato nei casi previsti dalla Legge 68/1999 e dalla disciplina regionale che regola il funzionamento dei servizi per l'impiego.
In particolare, trova applicazione quando:
- il datore di lavoro non procede mediante richiesta nominativa;
- gli uffici competenti effettuano l'avviamento sulla base delle graduatorie e dei criteri stabiliti;
- devono essere soddisfatti gli obblighi derivanti dalla quota di riserva.
Le modalità operative possono variare da regione a regione, poiché il collocamento mirato è gestito dai servizi territorialmente competenti.
Uno degli aspetti meno conosciuti è proprio la forte componente territoriale della disciplina: pur nel rispetto della Legge 68/1999, le procedure operative possono presentare differenze tra i diversi Centri per l'Impiego.
La differenza rispetto all'avviamento nominativo
Nel sistema del collocamento mirato convivono due modalità di inserimento:
- avviamento numerico, nel quale è il servizio competente a individuare il lavoratore;
- avviamento nominativo, attraverso cui il datore di lavoro richiede direttamente uno specifico candidato iscritto al collocamento mirato.
Negli ultimi anni il ricorso all'avviamento nominativo è progressivamente aumentato, soprattutto per profili qualificati e specialistici.
L'evoluzione del mercato del lavoro ha trasformato il collocamento mirato: oggi le aziende ricercano sempre più frequentemente competenze specifiche, motivo per cui l'avviamento nominativo è diventato la modalità prevalente in molti settori.
Il ruolo del collocamento mirato
L'avviamento numerico non può essere compreso senza considerare il funzionamento del collocamento mirato.
L'obiettivo della Legge 68/1999 non è infatti soddisfare esclusivamente un obbligo numerico, ma favorire un inserimento lavorativo realmente compatibile con:
- competenze della persona;
- capacità lavorative residue;
- caratteristiche della mansione;
- organizzazione aziendale.
Per questo motivo, anche nell'avviamento numerico gli uffici valutano la coerenza tra profilo professionale e posizione disponibile.
Avviamento numerico e quota d'obbligo
L'avviamento numerico rappresenta uno degli strumenti attraverso cui le aziende possono adempiere agli obblighi derivanti dalla quota di riserva prevista dalla Legge 68/1999.
Tuttavia, non modifica:
- il calcolo della base occupazionale;
- la determinazione della quota d'obbligo;
- gli obblighi di invio del prospetto informativo.
Molti confondono l'avviamento numerico con l'obbligo di assunzione. In realtà si tratta della modalità di copertura della quota, non dell'obbligo stesso.
Una modalità che continua a evolversi
Negli ultimi anni il sistema del collocamento mirato ha conosciuto un'importante evoluzione.
La crescente attenzione verso matching delle competenze, Diversity & Inclusion, accomodamenti ragionevoli e politiche attive del lavoro ha progressivamente favorito modelli di inserimento sempre più personalizzati.
L'avviamento numerico continua comunque a rappresentare uno strumento utile per garantire trasparenza, imparzialità e rispetto delle graduatorie previste dalla normativa.
Un sistema orientato all'inclusione
L'avviamento numerico costituisce uno degli strumenti attraverso cui il collocamento mirato favorisce l'inserimento lavorativo delle persone appartenenti alle categorie protette.
Pur essendo oggi spesso affiancato dall'avviamento nominativo, continua a svolgere un ruolo importante nell'attuazione della Legge 68/1999, contribuendo a coniugare le esigenze organizzative delle imprese con il diritto al lavoro delle persone con disabilità e degli altri soggetti tutelati.
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